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Questo è il "Violino" per eccellenza: opera di Antonio Stradivari, ritenuto senza dubbio il più grande liutaio di tutti i tempi. Nella sua lunga vita (nacque a Cremona nel 1644 e ivi morì nel 1737) realizzò più di 1100 strumenti, di cui circa 450 erano violini. Tra i famosi possessori di suoi violini non posso non citare Niccolò Paganini, il massimo virtuoso di sempre. Ma per rimanere ai giorni nostri anche Uto Ughi e Salvatore Accardo ne sono due fortunati (e facoltosi!) possessori. Già, perchè chi oggi si trova in mano uno strumento Stradivari, ha in mano dei miliardi... |
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 Può sembrare un pianoforte, in realtà si tratta di un "Clavicembalo"; questo risale all'anno 1570 circa, ed ha 44 tasti. Il clavicembalo (o gravicembalo, o arpacembalo, o cembalo) fu strumento assai diffuso in Europa dal secolo XV al XVIII, soppiantato poi dalla diffusione del pianoforte. Inizialmente venne costruito con una sola tastiera a 49 tasti, ma a partire dal 1530 ne furono realizzati anche con due tastiere. Fra i primi costruttori si ricordano gli italiani G.A. Baffo e Domenico da Pesaro. Un virtuoso da ricordare? Johann Sebastian Bach...
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 Si tratta ovviamente di uno spartito, però è composto da tre differenti pentagrammi; perché? Per convenzione quello in alto è destinato alla melodia principale (pianoforte, violino o canto a seconda del genere musicale). Il centrale riguarda lo strumento che accompagna, che in questo caso all'inizio esegue degli accordi (piano o chitarra). Infine la parte inferiore è solitamente destinata alle note basse, ma qui viene raffigurato un arpeggio continuo (chitarra o organo). Ciò si evince dal fatto che se fosse stato uno strumento come il contrabbasso, si sarebbe dovuta usare la chiave di basso, invece (come negli altri due pentagrammi) le note sono trascritte in chiave di violino. Facile no?! |
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