E' uscito tempo fa un mio CD LIVE, registrato al circolo Cierrebi Club di Bologna l'8 Aprile 2003, dove assieme all'attore STEFANO VOLPE ho interpretato con la mia chitarra alcuni brani tratti dal libro IL CAPPELLO ROSSO dello scrittore FRANCO FARINELLA. Inoltre, nel cd sono inseriti anche 3 miei brani inediti: MALALFA (PARTE I); MALALFA (PARTE II) e DESOLAND.
Quest'ultimo brano lo ho eseguito in Prima nazionale assoluta il 4 novembre 2004 al TEATRO MEDICA PALACE di Bologna, in occasione dello spettacolo "cinquantatre", che ha registrato un fantastico "sold out"...



Intanto, ecco qui alcuni esempi di composizione ed arrangiamento....
Tempo fa mi sono serviti.....Se per caso non li conoscete.....


Dopo FLVTTVANDO mi sono venute subito delle idee, mentre altre che non ero riuscito a sviluppare completamente vorrei inserirle nel mio prossimo lavoro. Inoltre, per caricarmi, ho bisogno di nuovi viaggi, di conoscere nuove persone. Altrimenti non combinerei niente. Un viaggio può durare anche solo pochi giorni, l'importante è la sua intensità....

Ma come nasce una canzone?
Innanzitutto non è vero che bisogna comporre quanta più musica possibile (ad esempio: una o due canzoni a settimana, etc...), perchè una nuova melodia o armonia non nasce quasi mai matematicamente, ma spesso è il frutto di un particolare stato d'animo, di esperienze personali; oppure arriva provando e riprovando esercizi. In ogni caso non c'é e non deve esserci una regola fissa : ricordo che Sting disse di non aver composto nulla per due anni prima di trovare gli spunti giusti che diedero vita al suo THE SOUL CAGES.
E' molto importante invece soffermarsi su alcuni aspetti di una canzone che ci sta nascendo tra le mani. Se oltre a comporre dei brani li cantate anche, dovete trovare subito la tonalità alla quale la vostra voce si esprime al meglio, in modo da permettervi di fare alcune escursioni in basso o in alto senza renderla cavernicola o stridula. Se ascoltate attentamente la musica dei vostri artisti preferiti, noterete che molte delle loro canzoni hanno la stessa tonalità di partenza, o comunque vicine tra loro. A meno che la vostra voce non abbia l'estensione di quella di Freddie Mercury questa è una regola fondamentale...
A questo punto, come spesso succede, dopo il riff iniziale avete il problema di sviluppare la vostra creazione, ma non bisogna scoraggiarsi perchè, salvo alcuni casi, questo è un problema ricorrente. Se il vostro genere musicale (pur con varie contaminazioni rock, blues o soul) rimane nell'ambito generale della pop music, sapete sicuramente che un brano si sviluppa dapprima con un'introduzione, poi con le varie strofe, un ponte (non obbligatorio) ed infine solitamente un ritornello. Io vorrei soffermarmi soprattutto sul ponte che, se presente, è secondo me un punto fondamentale della nostra canzone che stiamo costruendo. Supponiamo che il pezzo abbia una tonalità di La minore (quindi scala di Do maggiore), ed eseguiamo questi 4 accordi : La min. - Re - Fa - Sol . Gli accordi più utilizzati per l'inizio di un bridge sono solitamente : Fa, Re min. , Sol, Mi min. perchè sono accordi che presentano nella propria tonalità una alterazione in più sul pentagramma rispetto alla tonalità di La min. , ovverosia sono toni affini. Se invece proviamo, per esempio, a far partire un bridge con l'accordo di Do min.7 ci accorgeremmo che non suona bene come gli altri accordi, perchè il Do min.7 nella sua tonalità è lontano dal La min. (ben 3 bemolle di alterazione sul pentagramma). Ma c'è un modo per farlo suonare bene: cantando sopra i 4 accordi dell'inizio, quando arrivate sul Sol, provate a cantare la nota Do seguita dalla nota Si, e ripassate, con un leggero slide, sulla nota Do appena entrate L'accordo di Do min.7 . Potrete fare questi tre accordi : Do min.7 - Fa min.7 - Sol min.7 , ripetendoli 2 o 3 volte, chiudendo sul Do min.7 lasciandolo magari per un paio di battute, una breve pausa e potrete ripartire, o con un ritornello o con una strofa dal La min.... Molti di voi certamente conoscono questo sistema (che consiste solo nel mantenere la tonica dell'accordo maggiore relativo all'accordo minore, poichè si passa al Do min.7 che ha la stessa tonica), ma ne conosco altri molto strani...

L'arrangiamento.
Nella musica di oggi è diventato probabilmente l'aspetto fondamentale di un brano. Infatti, se nella melodia si possono ancora trovare frasi suggestive, è invece difficilissimo scovare nuove combinazioni di accordi che rendano una canzone diversa da ogni altra.
Facciamo un esempio :
eseguiamo con pennate veloci alla chitarra elettrica questi accordi in barrèe : Sol 7+(10° capotasto), Fa#m7(9°), Mim7(7°) ed improvvisiamo una melodia ; sicuramente otterremo un arrangiamento di stile funky. Invariando la melodia e facendo gli stessi tre accordi solo un pò più dolcemente su un piano Rhodes, avremo una connotazione orientata al soul-blues. Abbiamo quindi visto che cambiando lo strumento ed il tipo d'esecuzione possiamo ottenere due arrangiamenti completamente diversi per lo stesso brano.
Questo è sicuramente l'esempio più semplice di arrangiamento, in quanto a tutti noi è capitato di fare delle covers di brani famosi. Ma vogliamo farne un altro più interessante?
Quello di cui parlerò ora riguarda l'effettiva costruzione di un brano, dove, almeno per i miei metodi, composizione ed arrangiamento si sviluppano insieme.
Eseguiamo in 4/4 con un timbro morbido di tastiera, i tre accordi precedenti. Il 1° in battere e gli altri due in levare (1° accordo : 1/4 + 3/16 - 2° : 2/4 - 3° : 4/4 + 1/16 ; totale : 2 battute). Un chitarrista come me avrebbe certamente voglia di farci sopra un canto con la propria chitarra. Ma da quale nota partire? A volte l'orecchio musicale ci viene in aiuto dandoci il giusto attacco, ma in molti casi scegliere la giusta nota di partenza non è una cosa immediata. I grandi solisti studiano giorni e giorni le loro frasi ed i loro soli, e quella che può sembrare un'improvvisazione, è in realtà il frutto di un paziente lavoro.
E' importante individuare la tonalità del brano. In questo caso, con questi tre accordi, la tonalità è quella di Sim, in quanto l'andamento discendente della loro sequenza ci porta verso questo accordo (anche se non eseguito) più che verso il Re maggiore. La nota che io farei per prima è un Fa#, in quanto è la quinta (dominante) della scala di Sim.
All'inizio ti conviene provare con poche note ; io la seconda nota la metterei solo poco prima di passare al secondo accordo,nel quale entrerebbe la mia terza nota. Metti in sequenza continua il pattern di accordi su una tastiera, e suona : Fa# , Sol - La , Do# - Re ( 1° nota : 1/4 + 1/16 - 2° : 1/8 - 3° : 1/4 + 1/16 - 4° : 1/8 - 5° : 1/16 + 4/4 : totale : 2 battute . Fai tutto per 2 giri, corrispondenti a 4 battute) Al 3° fai una leggera variazione nel canto, al 4° rifai il tema principale. Poi entra la batteria con HiHat Open in battere oltre a battiti in sedicesimi morbidi, più una cassa in levare. In un brano del genere all'inizio il basso farà poco più che le note fondamentali degli accordi, e comunque deve entrare assieme alla batteria. Se hai deciso di usare anche la tua voce puoi benissimo entrare con basso e batteria, ma credo proprio che la chitarra dovrà finire il suo canto, però può fare ad esempio un arpeggio. A questo punto vai avanti tu, leggendo se vuoi, nella colonna a fianco dove ti parlo più specificamente delle variazioni all'interno di un brano. Prossimamente tratterò dei modi in cui si può fare uno stacco.
Grazie per avermi seguito!


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